Mozambico: un po’ di storia

Qualche accenno sul Mozambico
Il Paese è uno stato in via di sviluppo dell’Africa Sud-Orientale ed è un’ex colonia portoghese. La sua popolazione conta oltre 25 milioni di persone e ca. la metà vive nella povertà assoluta. I gruppi di pelle nera costituiscono il 99,5%. Lo 0,2% è composto di bianchi, 0,2% di mulatti e lo 0,1% d’indiani. La speranza di vita media è di 41 anni tra la popolazione maschile e di 40 anni tra quella femminile.  Il portoghese è la lingua ufficiale del paese ma solo per il 6% della popolazione è la lingua materna mentre che il 40% degli abitanti afferma di conoscerla. Alcuni problemi gravi che affliggono il paese sono legati al sistema sanitario, alla diffusione dell’HIV con un tasso di prevalenza tra gli adulti del 12,2% (secondo stime 2003) e della malaria.

Storia in breve
I primi abitanti del Mozambico furono dei gruppi nomadi boscimani (Sun) che giunsero probabilmente già 10’000 anni fa. Le popolazioni di etnia bantu giunsero più tardi, intorno al I sec. d.C. e vivevano di agricoltura, allevamento e pesca.
Le navi arabe iniziarono ad approdare sulla costa dal VIII sec. I commerci fiorirono e l’unione tra arabi e bantu diede origine alla lingua e cultura swahili.
Dopo Vasco da Gama che sbarcò sulle coste mozambicane nel 1498, i primi insediamenti dei portoghesi si stabilirono nel secolo successivo allo scopo di creare delle basi di scalo e rifornimento per le navi che seguivano la rotta delle Indie Orientali e per controllare il traffico dell’oro con l’entroterra. Verso la metà del XVI secolo l’avorio aveva sostituito l’oro come principale merce di scambio e alla fine del XVIII sec. si aggiunse anche la tratta degli schiavi.
Il Portogallo mantenne un controllo piuttosto blando del paese e non diede un grande contributo allo sviluppo.

La lotta per l’indipendenza
Il malcontento popolare crebbe, nel mese di giugno del 1960 si sviluppò una coscienza nazionalista che diede origine a una manifestazione di protesta pacifica per il sistema di tassazione nella città di Mueda, nel Mozambico settentrionale. L’esercito portoghese aprì il fuoco sui manifestanti facendo un gran numero di morti. Fu la goccia che fece traboccare il vaso. I gruppi nazionalisti si organizzarono e nacque il Fronte per la liberazione del Mozambico (Frelimo).
Dopo 10 anni di guerriglia il Frelimo portò il Paese all’indipendenza nel 1975.
I portoghesi lasciarono il Mozambico praticamente da un giorno all’altro, lasciando il paese nel caos. La nuova conduzione del paese si rivelò un fallimento, tanto che nel 1983, complice anche la siccità e la carestia che mise il paese in ginocchio, lo Stato era sull’orlo della bancarotta.
Si fece avanti allora la Renamo (resistenza nazionale del Mozambico) un gruppo di spietati mercenari finanziato anche da paesi che miravano alla destabilizzazione del Mozambico.
Nacque una specie di guerra civile o meglio una lotta tra i governativi del Frelimo  e la Renamo che devastò il paese per 17 anni. Strade, ponti, ferrovie, scuole, ospedali e quant’altro furono distrutti.
Fu concordato un “cessate il fuoco” che, nell’ottobre del1992, diede seguito a un accordo di pace e a una campagna di disarmo condotta dalle forze delle Nazioni Unite.
Il presidente Armando Emilio Guebuza (del partito Frelimo), eletto nel 2005, ha proseguito la politica del suo predecessore Chissano, entrambi fermi oppositori della politica razzistica di Mugabe, presidente del confinante Zimbabwe. I profughi bianchi fuggiti da questo Paese sono stati in gran parte accolti in Mozambico.
Guebuza ha concesso loro non solo la cittadinanza mozambicana ma anche le tenute agricole da tempo abbandonate ubicate nella parte meridionale del paese. Dal 2015, il presidente eletto è Filipe Nyusi, membro della Frelimo e originario della provincia più nord-orientale del paese, quella ove regna ancora oggi un fermento di ribellione.

Storia recente
I gruppi ribelli sotto l’egida della Renamo sono ancora attivi in alcune provincie.
Nel mese di aprile un grave scandalo ha colpito il governo: un prestito di due miliardi dello Stato non era stato contabilizzato e ciò ha causato il blocco dei finanziamenti da parte della banca mondiale.